PECHINO 2008 - ITALIA, MAI ABBASTANZA PER I GIUDICI
(PUBBLICO QUESTO ARTICOLO TROVATO SU INTERNET PERCHE' IO HO ASSISTITO IN DIRETTA A QUESTA ENNESIMA INGIUSTIZIA PER L'ITALIA DA PARTE DEI GIUDICI. A VOI UN COMMENTO)
Nella ginnastica ritmica si assiste a qualcosa di sconcertante. Una valutazione incomprensibile dei giudici premia Russia e Cina: Italia solo quarta. Le lacrime e i commenti delle ragazze protagoniste
Perdere brucia sempre. Ma perdere così è quasi inaccettabile. E' difficile per chi ha visto tutta la gara, all'alba dell'ultimo giorno delle Olimpiadi. Ma è sicuramente più difficile da accettare dalle ragazze della ginnastica ritmica che dopo le valutazioni quanto meno opinabili della prima fase del campionato di questi giochi olimpici, si trovano in lacrime a commentare un quarto posto amaro, probabilmente anche ingiusto.
Ma prima di leggere le dichiarazioni vediamo quello che è accaduto. L'Italia si presenta all'ultimo giro di esibizioni in corsa per una medaglia: Cina, Bielorussia e Russia sono avanti, ma non di molto. L'Ucraina e la Bulgaria sono subito dietro. Sotto l'aspetto artistico sulla carta la creatività italiana vanta credibilità: bisogna stare attenti, realizzare tutto bene e non commettere errori. E magari non pensare che le cose andranno come nelle qualificazioni. Fidarsi, insomma: del proprio talento e della buonafede di chi dovrà giudicarlo.
Italia brillante nel primo esercizio, sicuramente non inferiore alle squadre avversarie. Ma superiore almeno rispetto alle valutazioni dei giudici, in particolare nei confronti della Russia... Dopo la prova delle funi il punteggio italiano è davvero troppo basso. Il regolamento prevede che ci siano quattro minuti per ricorrere nei confronti della valutazione dei giudici: soprattutto per quanto riguarda il punteggio attribuito dalla giuria alle difficoltà dell'esercizio azzurro. Le giurate controllano il video, ci pensano, ci ripensano, poi non cambiano nulla. E l'Italia rimane al quarto posto con il punteggio che ha alle spalle di Russia, Bielorussia e Cina.
Pazienza, si dicono le azzurre: ci si rifà con cerchi e clavette. Ma è solo dimostrazione di dignità: perché in realtà dietro il sorriso di facciata richiesto da buonsenso e regolamento, le sei ragazze azzurre esprimono una rabbia feroce.
Il risultato è un esercizio meraviglioso, senza errori e quasi senza incertezze. E' probabilmente la cosa migliore che le azzurre hanno fatto al termine di un'Olimpiade comunque di altissimo livello.
Italia che si riporta avanti e viene puntualmente scavalcata prima dalle russe, poi dalle cinesi (decisamente sopravvalutate secondo i tecnici) quindi anche dalle bielorusse nonostante un maldestro errore nel finale della prova con un attrezzo perso per strada e recuperato.
Italia quarta: niente podio, niente medaglia. E la rabbia esplode nel pianto dirotto delle ragazze. Giusto dare a loro la prima voce, prima che ai presidenti federali che troveranno eventualmente le sedi competenti per farsi sentire: "Lavori come una pazza, ti alleni otto ore al giorno, credi ciecamente in questo sistema, ti fidi delle valutazioni dei giudici e poi finisce così - singhiozza Elisa Santoni - lottare contro la politica in questo sport non ci sta. Avessimo sbagliato ci saremmo prese la nostra responsabilità. Ma siamo state brave e non meritiamo di essere fuori dal podio".
"Hanno ammazzato il nostro sogno" dice con un filo di voce Anzhelika Savrayuk.
Educate, ma ferme e molto motivate le proteste dello staff tecnico: "E' stata una finale scandalosa - dice l'allenatrice azzurra, Emanuela Maccarani - e non riesco a capire come si possa valutare il nostro punteggio artistico di oggi addirittura inferiore rispetto a quello di due giorni fa. Sono sconcertata e molto rattristata. O abbassavano il punteggio a noi, o lo alzavano alle altre: non c'era alcun modo di migliorarsi in questa maniera. Ma le mie ragazze vanno via vincenti perché hanno fatto una gara strepitosa: a loro non posso proprio dire niente. Sono molto dispiaciuta..."
Già: perchè se questa gara voleva essere una esaltazione della disciplina, e un modo per lanciare il movimento e conquistare nuove appassionate tra le giovanissime, qui da noi in Italia saranno poche a raccogliere l'invito di uno sport che a Pechino sembra essere stato truffato. Il presidente della Federazione italiana della ginnastica, Riccardo Agabio, è matto da legare, nel senso della rabbia che ha in corpo: "Già nelle qualificazioni si era visto che non c'era equità di giudizio ed oggi è arrivata la conferma. Il podio era prederteminato e questo dispiace molto. E' un problema della federazione internazionale - ha detto Agabio circa gli accorgimenti che si possono trovare - che deve trovare delle soluzioni perchè questo sport sia reso credibile. Ne parlerò col presidente Bruni Grandi".
E durante la gara si scoprono grazie al commento di esperti (bravissima Maria Isabella Zunino Reggio) e di testimonianze di persone sicuramente più esperte di chi scrive, che anche nelle cose apparentemente poco significative di questo sport, c'è qualcosa di strano e poco chiaro: i costumi della squadra azzurra, richiesti a una sartoria specializzata russa, non sono arrivati che il 3 agosto scorso. Esono stati confezionati all'ultimo istante in Italia perché alla sartoria russa era stato 'chiesto' da di non preparare nulla per la squadra italiana.
L'Italia torna a casa con molte amarezze da questi giochi di ginnastica: Coppolino, Cassina, la squadra di ritmica. Tutti quarti, e tutti con troppi rimpianti.Stefano Benzi / Eurosport